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L'avventura Danese di Giulia, studentessa di Wall Street English Genova

Pubblicato il 07/09/16 17.06

Vi presentiamo Giulia, studentessa di Wall Street English Genova che ha vissuto una bellissima esperienza all'estero con il programma Erasmus+ e ha accettato di condividere con noi le sue impressioni, sensazioni e di spiegarci come l'inglese l'abbia aiutata nel quotidiano; un racconto dettagliato di una delle esperienze più ambite dai giovani di tutto il mondo.

"Ho scelto di aderire al progetto Erasmus+ per mettere alla prova il mio inglese, sentivo la necessità di dare una svolta alla mia formazione sotto questo aspetto. Non mi interessava molto il pacchetto Erasmus da come veniva presentato dagli altri studenti, e per questo motivo ho scelto come paese la Danimarca, nella speranza di raggiungere il mio obiettivo. E così è stato. I danesi sono praticamente bilingue e per questo il salto di qualità è stato notevole, ho imparato a cavarmela in qualsiasi situazione, ho imparato a instaurare legami nonostante il mio livello di inglese non fosse come quello degli altri partecipanti.

All'inizio chiaramente questo gap è stato frustrante, spesso a lezione non riuscivo a seguire i professori e mi perdevo nelle spiegazioni,  e così con i miei compagni, che hanno avuto un sacco di pazienza nel ripetere le cose o spiegarle in modo più semplice. L'Italia mi mancava da morire. La mia lingua, il cibo e il tempo. Mi mancava la famiglia, la socievolezza e solarità che solo gli Italiani (e pochi altri) sono in grado di dare.

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Ma la Danimarca è da capire, scoprire e apprezzare nei suoi paesaggi, nei suoi boschi fitti fitti e in quell'indipendenza che acquisisci non appena metti piede in questa terra. E' proprio questo che mi manca di più, l'indipendenza che hai di diritto a prescindere da tutto, quella sensazione di potertela cavare ovunque da sola. Lì non hai paura di girare da sola, nessuno ti aiuta a gestire la burocrazia, i soldi dell'affitto o i controlli settimanali del college, qualsiasi cosa dipende da te. Questo non significa che nessuno sia disponibile ad aiutarti, anzi, io ho incontrato solo gente gentilissima. Ma la Danimarca, oltre ad essere efficiente nei servizi che offre, crede nelle capacità di ogni suo cittadino a prescindere da età, sesso, religione o nazionalità (ovviamente se segui le regole e paghi le tasse, sono molto esigenti e severi su quello). Un'altra cosa che mi è rimasta nel cuore è l'università danese. Un percorso formativo del genere non me lo sarei mai aspettato, i professori e i corsi mi hanno dato gli strumenti per far chiarezza sulla mia carriera futura, grazie a loro ho capito come realizzarmi a livello lavorativo.

E poi che dire sulle persone incontrate? Ho conosciuto persone favolose, che hanno "fatto" il mio Erasmus. In particolare ho conosciuto un'olandese con cui ho stretto un legame così forte, che ha spazzato via ogni limite come la distanza, la lingua e lo stile di vita differente. Con questi ragazzi si crea un'amicizia unica, per tutte le cose che hai condiviso, nel bene e nel male. E ora posso dire di avere una casa in una buona parte dell'Europa.

WSE è stato un trampolino di lancio, mi ha dato la possibilità di "sbloccarmi" e di partire con una consapevolezza diversa. WSE mi ha insegnato a buttarmi nelle conversazioni, a imparare da quello che ascoltavo, a fare tesoro di tutte le cose nuove che imparavo. WSE mi ha insegnato ad immagazzinare e rielaborare le informazioni e a cavarmela. Mi spiego. Spesso noi italiani tendiamo a tradurre letteralmente dalla nostra lingua a quella straniera, ed è estremamente difficile, l'Italiano è una lingua molto ricca e complessa. WSE mi ha insegnato a trovare sempre un modo per esprimermi, se non sapevo come dire una cosa, trovavo il modo di dirla in modo diverso.

Inutile dire che quest'esperienza  ha arricchito il mio bagaglio culturale ed emotivo, spero che mi possa capitare un'altra esperienza simile, e che succeda al più presto.

 

Argomenti: Wall Street English Experience

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