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English and videogames: quando l'inglese è la chiave del divertimento

Pubblicato il 19/09/12 16.52

Il mondo video ludico è da sempre un settore che affascina i più giovani essendo il passatempo preferito di un gran numero di teenager di tutto il mondo. Con l’avvento di tecnologie sempre più avanzate, la febbre da joystick  ha contaminato anche un pubblico più adulto. Gli ingredienti di questo successo? Giochi mozzafiato, effetti speciali fantasmagorici e trame avvincenti degne dei più grandi successi di Hollywood. Il necessario per godere di tanto divertimento? Una console e una più che buona conoscenza della lingua inglese…

Si, perché se alcune case di produzione rilasciano versioni doppiate dei loro prodotti, la maggior parte delle avventure virtuali dobbiamo viverle in inglese. Come fare a seguire le intrecciate storie di “Final Fantasy” senza comprenderne i dialoghi? Come usare l’oggetto giusto al momento giusto per sconfiggere un furente nemico se non ne si conosce il nome?  L’esperienza risulta molto meno entusiasmante ed il divertimento si trasforma molto presto in frustrazione.

Nei paesi del sol levante, da affiatati videogiocatori,  hanno saputo trarre beneficio dal problema linguistico facendone un metodo di apprendimento. Oltre a frequentare corsi o fare viaggi all’estero, i giapponesi considerano i videogiochi come un vero e proprio modo d’imparare la lingua, unendo l’utile al dilettevole.

Sarà questo l’inizio di una nuova carriera per Super Mario Bros? Dopotutto, un gran numero di giovanissimi confessa di ricordare più termini anglofoni grazie ai videogiochi che ai libri, sconcertante ma reale… E’ invece possibile usare tutti i software informatici senza conoscenza dell’inglese? Certo che no…

Non resta quindi che farci una domanda: “Are we ready to play?”

Argomenti: Travel&Fun

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