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The Rocky Horror Picture Show: Wall Street Institute Milano vi presenta un classico del cinema

Pubblicato il 13/11/12 14.05

In occasione della festa di Halloween, il centro Wall Street Institute di Milano Loreto ha organizzato un’uscita non molto convenzionale (travestimento e gadget per tutti) al cinema per la proiezione con show interattivo del Rocky Horror Picture Show. Francesca, studentessa del centro e vera appassionata del film, ha voluto condividere con noi questa sua passione attraverso la sua recensione che vi riportiamo di seguito.

DON'T DREAM IT, BE IT! Di Francesca Cabras.

A Milano, quest’anno, la festa di Halloween è stata soprattutto all’insegna di un grande ritorno: il Rocky Horror Picture Show interattivo in versione restaurata. Per chi già lo conosce e lo ama, niente da aggiungere; ma per quelli che ancora non ne sanno niente, il consiglio è quello di scoprirlo e lasciarsi travolgere.  Fin dalla sua nascita, quasi 40 anni fa, ha raccolto milioni di fan in tutto il mondo ed è stato osannato e definito nei modi più svariati: cult, rivoluzionario, trasgressivo, irriverente, dissacrante…e chi più ne ha più ne metta. E lo è davvero, tutto questo e molto di più.

La leggenda di Frankenstein assume connotati quasi carnevaleschi, che però alla fine sfociano in una drammatica visione del personaggio (il carnevale come rovesciamento della realtà). Rocky, la creatura, e il dottor Frank ‘n Further, il creatore, sono prigionieri dello stesso destino: nessuno dei due vorrebbe tornare a essere quello che era prima. Ed è per questo che ogni loro passo è un allontanarsi da casa, portandosi dietro tutti gli altri personaggi. La casa qui è intesa come l’ordine precostituito, la terra sulle ali che impedisce di volare, l’impossibilità di voler cambiare. Per poter uscire fuori bisogna lasciarsi dietro le ingombranti tradizioni. Ed è per questo che tutti i personaggi più schematicamente delineati hanno vita difficile nel racconto.

“Rocky Horror Picture Show” è però anche un film che parla di una rivoluzione in atto. A prescindere dalla forma molto glam della rappresentazione (che ogni tanto ritorna di moda), c’è un senso di rivolta lampante, senza rispetto delle regole. E oltre che delle regole, non si tiene conto nemmeno dei sentimenti. In effetti noi proviamo una sorta di fascino morboso nei confronti di Frank ‘n Further personaggio cattivissimo senza scrupoli ma eccezionale, e alla fine ci troviamo a parteggiare per lui, che si rivela soltanto un uomo solo, lontano da casa.

Il mito della perfezione eterna, quale dovrebbe essere il novello Frankenstein, qui conta solo come un pretesto per far dilagare l’istrionismo del suo creatore. Eppure nel suo recitare un personaggio esagerato, Frank ‘n Further lascia scoprire una parte di lui completamente senza difese, facendo evolvere la sua figura da indifendibile a indifesa. E tutte le idee che avrebbero potuto fare un mondo migliore cozzano definitivamente contro un muro fatto di ipocrisia e vecchiume, lasciando delle indicazioni che forse dovremo seguire per tornare indietro o forse per andare avanti.

 

Argomenti: Wall Street English Events

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