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Come comunicare in inglese coi dipendenti di un hotel

Pubblicato il 03/12/19 12.30

Come comunicare in inglese coi dipendenti di un hotel - Wall Street English

Si parla tanto dell’importanza dell’inglese in qualità di lingua ponte e come mezzo di comunicazione utilizzato ormai dalla maggior parte delle persone di tutto il mondo - sia come prima che come seconda lingua – per comprendersi. Senza dubbio l’inglese non solo è un valore aggiunto all’interno del proprio CV, ma sta diventando un requisito di cui non si riesce a fare a meno, una conditio sine qua non

Sempre più aziende, interessate a trattare con clienti esteri, sono alla ricerca di personale che sappia tenere una conversazione in lingua inglese; altre aziende, magari, sono succursali italiane di aziende estere e da qui nascerebbe il bisogno di interfacciarsi continuamente con loro; molto più semplicemente, anche il personale di sala o addetto alle vendite di una città più o meno grande – ma sicuramente turistica – deve necessariamente conoscere questa lingua per poter offrire aiuto al cliente straniero in visita in città. È assodato, dunque, che la conoscenza dell’inglese è fondamentale nella maggior parte dei posti di lavoro, e anzi in alcuni casi è importante che il livello corrisponda almeno a un B2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue, QCER (in inglese Common European Framework of Reference for Languages, CEFR).

È innegabile, però, che molte persone desiderino imparare o migliorare il proprio inglese per motivi diversi da quelli lavorativi: un esempio potrebbe essere la passione per i viaggi. Per quanto sia un fatto concreto che l’italiano riesca a farsi comprendere anche in terra straniera – complici la pazienza e l’educazione di chi sta dall’altra parte –masticare un po’ di inglese fa comodo a tutti, anche solo per seguire un’indicazione scritta senza necessariamente dover chiedere aiuto ai passanti, o ordinare il giusto piatto dal menu evitando di ritrovarsi una specialità del posto che non ci piace o, peggio, a cui siamo allergici.

Ed è da qui che bisogna partire, dalla scelta di un percorso da fare che ci porti a conoscere le frasi e le espressioni fondamentali per poter comunicare all’estero quando, appena arrivati da un viaggio lungo, stancante e pieno di imprevisti, tutto ciò che desideriamo non è altro che farci una doccia rilassante e magari un pisolino, prima di partire alla volta della città. Non sarà indispensabile dover imparare vocaboli e costruzioni difficili per due motivi fondamentali:

  • gli addetti alle reception sono solitamente persone che conoscono almeno due o tre lingue straniere, e quindi verosimilmente ci verranno incontro nel momento in cui siamo noi a rimanere a bocca aperta, in attesa di quel termine che proprio non conosciamo;
  • nel caso in cui non dovessero conoscere l’italiano – che è una lingua molto studiata all’estero, ma è pur sempre una lingua poco parlata – il personale sarà comunque pronto a venirci incontro e ad aiutarci il più possibile, abituato com’è ad aver a che fare con clienti stranieri.

In previsione del tuo viaggio, puoi scegliere di prepararti, a seconda delle tue necessità, seguendo un piccolo corso oppure informandoti su Internet. Se, invece, non hai tempo o voglia per farlo, abbiamo raccolto per te alcune delle espressioni più usate o più utili per comunicare col personale della struttura in cui alloggerai, in modo da rendere il tuo soggiorno un vero e proprio momento di relax, senza la paura di non riuscire a dire la cosa giusta al momento giusto.

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  • Good Morning. I have a reservation. / I booked a room. My name is…

Buon giorno, ho prenotato una camera. Il mio nome è… Se hai già programmato il tuo viaggio, allora hai già prenotato una camera. Una volta arrivato in albergo, recati alla reception e procedi col check-in.

  • Yes, I found it. Can I have your ID card, please?

Una volta trovata la prenotazione, il receptionist avrà bisogno di un tuo documento d’identità per poter procedere alla registrazione. Dopodiché, ti consegnerà le chiavi.

  • Here is your key. Your room is 357. It is on the third floor. The elevator is on the left.

Ecco le sue chiavi. La sua stanza è la numero 357 e si trova al terzo piano. Sulla destra, trova l’ascensore.

Se, invece, hai organizzato tutto all’ultimo momento, potresti trovarti davanti a questo scenario:

  • Good Morning. How can I help you?

Buongiorno. Come posso aiutarla?

  • Good Morning. I would like a room for a couple of days.

Buon giorno, ho bisogno di una camera per qualche giorno.

  • How long will you be staying?

La disponibilità delle camere può variare a seconda di quanto tempo soggiornerai nell’albergo.

  • I will stay until next Friday.

Fino a venerdì prossimo.

  • We have a single and a double room available. What do you prefer?

Abbiamo disponibilità sia di una camera doppia che di una singola. Quale preferisce?

 

A questo punto, potresti voler chiedere qualche informazione in più su cosa offre l’albergo, ad esempio: 

  • How much is the double room?

Quanto costa la camera doppia?

  • Is there free Wi-Fi?

C’è il Wi-Fi?

  • Is breakfast included? What time do you serve it?

La colazione è inclusa? A che ora viene servita?

  • Breakfast is included. We serve it from 6:30 to 10:00.

La colazione è inclusa. Viene servita dalle 6:30 alle 10:00.

  • Thank you very much. Can you please book a taxi for me for this evening, please?

Una volta fatto il check-in, potresti voler prenotare un taxi che ti passi a prendere in serata per portarti a cena fuori. Ricordati sempre di ringraziare, soprattutto se ti trovi in Inghilterra: non è solo questione di educazione, ma anche di cultura. Good luck!

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Argomenti: Travel&Fun

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