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Come migliorare la tua scrittura in inglese: tecniche di writing

Pubblicato il 12/06/18 15.53

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Tutti sappiamo parlare inglese, o almeno è quello che la maggior parte della gente dice. Questo perché l’inglese viene normalmente insegnato a scuola come lingua straniera di default, generalmente a partire dalla scuola primaria, se non già dalla scuola dell’infanzia. A rigor di logica, secondo questo ragionamento l’Italia dovrebbe essere tendenzialmente riconosciuto come un paese bilingue al pari, ad esempio, dei Paesi Scandinavi. Ma così non è.

Perché, allora, se buona parte degli italiani ha studiato inglese sin dalla scuola primaria, spesso (e soprattutto nelle cittadine di provincia) i nostri connazionali non sono in grado di dare delle semplici indicazioni ai turisti in visita nel Bel Paese? O perché si spaventano davanti a un’indicazione in inglese? E ancora, come mai tante persone si rifiutano di continuare una conversazione se qualcuno introduce una parola o un concetto in inglese?

Idealmente, è possibile dividere gli italiani in tre gruppi:

  • il primo include quelle persone che dicono di saper parlare in inglese e poi fanno scena muta, magari perché si  trovano in imbarazzo o perché non hanno mai effettivamente utilizzato la lingua in un contesto che non fosse quello scolastico;
  • il secondo caso riguarda le persone che si cimentano a parlare, magari perché hanno trascorso un periodo all’estero o perché sono particolarmente spigliate, sicure di sé e pronte a mettersi in gioco senza alcuna paura;
  • il terzo, riguarda quelle persone che hanno studiato o lavorato all’estero per un certo periodo di tempo, che hanno un buon livello di comprensione e sanno esprimersi sia in contesti lavorativi, sia in contesti quotidiani.

Ma scrivere e parlare in inglese non è la stessa cosa. A meno che non vi troviate davanti un grammar nazi (in maniera simpatica, si definiscono così quelle persone che criticano e correggono l’utilizzo della lingua da parte di persone che non la usano correttamente), la conversazione è generalmente un processo molto più semplice: l’importante, in questo caso, è farsi capire e comprendere il discorso generale dell’interlocutore. Non importa che sbagliate tempo verbale o che utilizziate un sinonimo del termine corretto (o una parafrasi perché non ricordate o non conoscete quello esatto) o, ancora, che non facciate l’inversione verbo-soggetto per porre una domanda, e così via. Nella produzione orale è quasi tutto lecito, soprattutto se pensiamo al fatto che molte persone parlano l’inglese come seconda lingua (e quindi magari fanno errori esattamente come noi) o che molto spesso neppure gli inglesi (o americani) stessi conoscono o rispettano pedissequamente ogni regola grammaticale, così come succede agli italiani e in generale, del resto. Comunicare, dunque, risulta paradossalmente più semplice, soprattutto per quelle persone molto spigliate che imparano in fretta e che non temono di sbagliare, ma puntano più che altro a trasmettere un messaggio.

Scrivere, invece, è completamente diverso. La parola scritta rimane, e così l’errore. È per questo che bisogna perdere molto più tempo, pensare a ciò che si vuole dire, capire se effettivamente il messaggio è chiaro a tutti, utilizzare una grammatica corretta, il tempo verbale giusto, il termine con la sfumatura di significato che più si addice a quell’occasione…  E sebbene l’inglese sia una lingua con poche regole da memorizzare (ma tante eccezioni e casi particolari!), scrivere in inglese può risultare più difficile di quanto si pensi, soprattutto per quelle persone che l’inglese lo hanno imparato parlandolo. La struttura della frase, la terminologia, il significato, la comprensibilità del testo finale sono alcune delle cose da prendere in considerazione nella produzione scritta.

Quali sono dunque le tecniche di writing e i trucchetti migliori per migliorare la scrittura in inglese e produrre un testo impeccabile da tutti i punti di vista?

  1. Partire da un’ottima conoscenza delle regole grammaticali. Si tratta di un base fondamentale per scrivere correttamente. Molte volte non è l’unica cosa che conta, ma scrivere correttamente vi aiuterà per lo meno a produrre un testo chiaro e comprensibile.
  2. Leggere tanto. Per assimilare nuovi termini ed espressioni e nuovi modi di costruire una frase: in un certo senso “copiare” gli altri per imparare a produrre da soli dei contenuti originali, ma anche per essere informati su vari argomenti e possedere un buon bagaglio culturale di partenza.
  3. Esercitarsi tanto. Per qualcuno scrivere è molto semplice, per altri è particolarmente difficile. È per questo che, soprattutto per questi ultimi, è importante l’esercizio costante. Così come in tutti gli ambiti, l’esercizio regolare è fondamentale per migliorarsi sempre, l’unica via da percorrere per raggiungere l’eccellenza.
  4. E poi serve una buona dose di creatività. Si tratta di qualcosa di innato, è vero, ma questo punto è migliorabile leggendo tanti testi di qualsiasi tipo: dagli articoli di giornale ai romanzi, dalla saggistica ai paper scientifici… ogni singolo argomento vi lascerà qualcosa e vi servirà da spunto.
  5. Lasciatevi ispirare. Da un nuovo termine che vi è rimasto impresso, da una storia che avete letto, da un ricordo evocato, da una scena che suscita in voi un’emozione, da un passante di cui provate a immaginare la storia… la scrittura non è solo tecnica!
  6. Scegliete un luogo tranquillo, che vi permetta di riflettere e scrivere in pace, lontano dal caos o da qualsiasi fonte che possa disturbare o confondere le vostre idee.
  7. E soprattutto, non mollare mai.

Perché grammatica e contenuto sono entrambi importanti per la produzione scritta, così come lo sono i realisti e i sognatori nella vita.

“There are dreamers and there are realists in this world. You'd think the dreamers would find the dreamers and the realists would find the realists, but more often than not the opposite is true. You see, the dreamers need the realists to keep them from soaring too close to the sun. And the realists, well without the dreamers, they might not ever get off the ground.”

“Ci sono i sognatori e ci sono i realisti a questo mondo. I sognatori spesso trovano i sognatori e i realisti trovano i realisti, ma più spesso di quanto si pensi succede il contrario. I sognatori hanno bisogno dei realisti che gli impediscano di volare troppo vicino al sole e i realisti, beh, senza i sognatori potrebbero non alzarsi mai da terra.”

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Argomenti: Education & Career

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