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Au pair in Inghilterra: come prepararsi per un'esperienza che può cambiarti la vita

Pubblicato il 11/10/18 12.30

Au pair in Inghilterra: come prepararsi per un'esperienza che può cambiarti la vita - Wall Street English

Au pair è un’espressione che dalla Francia al Regno Unito, passando per l’Italia - ma non solo -  indica la stessa cosa: una persona straniera che viene ospitata da una famiglia in qualità di baby sitter; in italiano si parla di ragazzi alla pari. Si tratta generalmente di giovani – per lo più ragazze e solitamente tra i 18 e i 30 anni - che si occupano dei figli della famiglia ospitante e di piccoli lavoretti domestici.

 Per quanto riguarda questi ultimi, se è previsto che la ragazza si occupi dei bisogni dei bambini (ad esempio riordinare la loro camera), questa non è tenuta, invece, ad occuparsi delle faccende domestiche della famiglia e, più in generale, di altri lavori che non riguardino i bambini. Tutto ciò, in cambio di vitto, alloggio e una piccola somma di denaro.

Nonostante non sia escluso che si stabiliscano rapporti tra privati, solitamente questi vengono regolamentati da agenzie apposite. Infatti, anche se questo fenomeno è nato in Europa, ad oggi è diffuso anche nell’America settentrionale e, sebbene sia frequente spostarsi all’interno dell’Europa stessa, ci sono sempre più persone interessate a vivere questa esperienza anche in America. È per questo che è importante affidarsi a qualcuno che sappia già come procedere, soprattutto quando si parte per una meta così distante, verso un posto che non si conosce, lontano da casa e dalla propria famiglia, in un luogo con spazi, usi e tradizioni completamente nuovi e diversi e magari senza conoscere la lingua neanche troppo bene. L’esperienza, già di per sé significativa e importante, potrebbe finire col diventare un episodio negativo se non fosse ben organizzata, se la famiglia ospitante non avesse determinate caratteristiche che rispondono alle richieste dell’au pair, se tutto il contesto non fosse curato, etc…

Come dicevamo, il compito del ragazzo au pair è quello di occuparsi dei figli della famiglia ospitante: mentre i genitori sono al lavoro, si occupa di accompagnare e di riprendere i bambini da scuola, di cucinare per loro, li aiuta a fare i compiti, trascorre del tempo con loro e magari apre loro la strada del bilinguismo. Tanti sono i genitori bilingui che scelgono appositamente soluzioni di questo tipo affinché anche i loro figli imparino una lingua straniera fin da bambini. Nella maggior parte dei casi, si sceglie un au pair piuttosto che una baby sitter proprio per questo motivo, a maggior ragione se la ragazza in questione è una studentessa di lingue (magari in Erasmus!) o è comunque una persona multilingue.

Dalla sua, la ragazza alla pari ha la possibilità di imparare o di migliorare una lingua straniera in famiglia, nel paese in cui presta servizio e, volendo, frequentando una scuola o dei corsi appositi: è questo uno dei vantaggi di questa esperienza. Inoltre, riceve una piccola somma di denaro da dedicare all’apprendimento della lingua inglese oppure di un altro hobby: la fotografia, lo sport, la musica, etc. E poi ha la possibilità di vivere il paese ospitante a 360 gradi: di conoscerne le tradizioni, gli usi e la cultura oltre che la lingua. Insomma, un’esperienza davvero completa, a cui si aggiunge il fatto che non si pesa sulla propria famiglia mentre si lavora e si studia e si ha la possibilità di entrare a far parte di un nuovo contesto: con questi presupposti, è possibile anche trovare un lavoretto part time complementare all’attività di ragazza au pair o di trovare un vero e proprio lavoro all’estero, con il vantaggio di aver imparato la lingua e di trovarsi già sul posto.

Per quanto riguarda l’età media, molte sono le persone che partono per fare questa esperienza dopo la scuola superiore. Altre partono, invece, dopo l’università o dopo essersi prese un anno sabbatico proprio per migliorare la lingua. In entrambi i casi, non è escluso che si parta da questa esperienza per poi cominciare o continuare il proprio percorso di studi o di lavoro proprio in quel paese. Alcuni, poi, colgono l’occasione per affinare meglio la conoscenza della lingua e per sostenere degli esami di inglese, ad esempio l’IELTS test, importante per chi vuole lavorare in Paesi come Regno Unito, Stati Uniti, etc… dove una certificazione di questo tipo è richiesta o, per lo meno, rappresenta un plus.

La questione della lingua è relativamente importante per poter intraprendere un’esperienza del genere: se è vero che è necessario conoscerla, pena la possibilità di non poter prendere parte al progetto, è anche vero che non bisogna possedere un livello alto della lingua, ma basterà conoscenza base, come saper rispondere alle domande semplici e riuscire a farsi capire: dopotutto, il periodo di permanenza all’estero sarà d’aiuto al ragazzo più di qualsiasi altro corso.

In definitiva, e al di là delle motivazioni pratiche che spingono le famiglie ospitanti e i ragazzi a prendere parte a questo progetto, ne consegue che si tratta di un’esperienza unica e che regala tanto a entrambe le parti, alla fine della quale i ragazzi fanno difficoltà a staccarsi dai bambini, e i genitori dai ragazzi, che avranno attraversato un periodo di grande crescita e maturazione. A patto che si instauri un rapporto sincero, basato sulla fiducia, ma anche sul rispetto reciproco.

E allora, se stai pensando di diventare una ragazza au pair e ti stai informando sul web per capire se può essere l’esperienza che fa per te, non avere dubbi: chiarisci a te stessa quali sono le tue aspettative, informati bene su cosa vuol dire fare la ragazza alla pari, scegli la tua agenzia, leggi tutte le esperienze delle altre persone e… comincia a progettare la tua avventura!

 

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Argomenti: Education & Career

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