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Trasferirsi e vivere a Londra: trovare lavoro dopo la Brexit

Pubblicato il 07/05/20 12.30

Trasferirsi e vivere a Londra_trovare lavoro dopo Brexit - Wall Street English

Andare all’estero è senza dubbio uno dei sogni della maggior parte delle persone, e Londra è una delle mete più gettonate in Europa, complici le sue bellezze storiche e artistiche, i suoi parchi, nonché le opportunità che offre da città grande, cosmopolita e multiculturale quale è.

Ai più, basta una permanenza più o meno lunga: c’è chi la sceglie come meta di vacanza una o più volte durante la vita (d’altronde, è l’unico modo per conoscerla e visitarla tutta!) e chi invece preferisce stabilirvisi per un periodo prolungato di tempo, dopo essersi preso un anno sabbatico, per trascorrere un’estate diversa, per frequentare un corso di inglese o un altro tipo di corso (leggi anche "Cerchi posti per fare conversazioni a Londra? Ecco i 5 posti che non puoi perderti"), o anche semplicemente per fare un’esperienza di vita diversa, all’estero, lontano da casa.

Ma c’è anche chi si trasferisce in questa bellissima città per lavoro, sia per fare un’esperienza da inserire nel proprio CV, sia per reinventarsi e, purtroppo, anche per trovare una boccata d’aria fresca in un posto che non solo riesce ancora oggi a offrire un lavoro a tante persone, ma che riesce anche a mandare avanti chi è veramente meritevole.

 

Trasferirsi a Londra: tutti i documenti necessari 

Tanti sono i fattori positivi che tengono in considerazione le persone che hanno intenzione o hanno già deciso di trasferirsi a Londra per lavorare: c’è ancora una buona offerta di lavoro, si tratta di una città accogliente, la sanità è pubblica ed efficiente, c’è meritocrazia, offre tante opportunità… Se anche tu hai deciso di fare il grande passo, ecco quali sono i documenti principali che ti serviranno una volta che sarai lì e dovrai cercare attivamente lavoro:

  • un documento d’identità: va bene la carta d’identità italiana; se ce l’hai, è preferibile il passaporto;
  • la tessera sanitaria: anche in questo caso, andrà benissimo quella che già possiedi, dato che è valida a livello europeo.

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Una volta arrivato a Londra, però, dovrai procurarti altri documenti, e nello specifico avrai bisogno di:

  • la Oyster Card: è una tessera su cui caricare l’abbonamento per i mezzi di trasporto pubblico, che ti permette appunto di usufruire di treni, metro e bus. È la prima cosa che dovrai fare, perché a Londra non c’è alcuna possibilità di prendere i mezzi pubblici se non si ha un abbonamento in corso di validità. L’abbonamento è piuttosto costoso (come del resto la vita in generale a Londra), ma è necessario;
  • un numero di telefono inglese: è importante averne uno da inserire sul tuo CV e per essere contattato in caso di colloqui e informazioni;
  • il NIN (il National Insurance Number), che corrisponde al nostro codice fiscale; l’attesa per averlo è piuttosto lunga, tuttavia si tratta di un documento necessario se vuoi lavorare in Inghilterra. Per averlo, bisogna telefonare e prendere un appuntamento: gli addetti ti faranno alcune domande e ti manderanno al Job center più vicino al tuo alloggio per ritirarlo, entro un paio di settimane da quando hai fatto richiesta;
  • un conto corrente inglese, che dovrai fornire al tuo datore di lavoro al momento dell’assunzione per percepire il tuo stipendio. Nel Regno Unito, infatti, il pagamento in contanti non è praticamente usato per ricevere uno stipendio (e, in realtà, si tratta di un tipo di pagamento poco utilizzato anche nella vita quotidiana). 
  • l’iscrizione all’AIRE, ossia all’Anagrafica degli Italiani Residenti all’Estero, una registrazione obbligatoria per tutti gli italiani che vivono al di fuori dei confini italiani per più di 12 mesi;
  • il Settled Status, uno status giuridico che i cittadini europei possono richiedere quando vogliono andare a vivere nel Regno Unito.

A Londra l’offerta è buona e variegata, per cui non avrai problemi a trovare un’occupazione, né a fare carriera se ti comporti bene: è possibile trovare lavoro nella ristorazione, come addetto alle vendite, ma anche nell’ambito medico, dell’insegnamento, nonché in ambito artistico, senza dimenticare i lavori in azienda come impiegato. Tutto dipende dal tuo CV, dalle tue competenze, dal tuo livello di inglese, ma anche da come ti poni e da quanto bene sei disposto a lavorare. Al momento, non è cambiato nulla rispetto a tre anni fa, e almeno fino alla fine del 2020 sarà possibile entrare nel Regno Unito liberamente e cercare lavoro normalmente, perché sarà ancora a tutti gli effetti membro dell’UE.

 

Lavorare a Londra dopo la Brexit 

Ma cosa succederà con la Brexit, se o quando il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea? Molti si chiedono se sarà ancora possibile lavorare a Londra dopo questa data. La risposta è che, trovandoci in una situazione ancora non ben definita e quindi confusa un po’ per tutti, il post Brexit è ancora un grande punto interrogativo e probabilmente lo sarà fino a quando non si decideranno con certezza i tempi e le modalità di uscita dall’UE. Probabilmente, le cose si complicheranno un po'. Ad esempio, quasi certamente ci sarà bisogno di un visto per entrare, proprio come succede per alcuni degli altri Paesi del mondo. Un’altra conseguenza, potrebbe essere il rincaro del costo della vita, già di per sé molto alto, a causa del fatto che verosimilmente bisognerà pagare delle tasse per importare ed esportare i prodotti. Quindi, a causa della particolare situazione in corso, è consigliabile partire e cercare lavoro il prima possibile, in modo da riuscire a regolarizzare la propria situazione. Non si hanno ancora notizie, ma difficilmente chi ha già un lavoro stabile e vive in Inghilterra da un po’ incontrerà dei veri e propri problemi.

 

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Argomenti: Travel&Fun

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